BRACE
e di sostanza sferzante

Ogni tanto la mia testa torna ad ascoltare i CSI nello splendido disco Tabula Rasa
Elettrificata.
L’album inciso dai CSI dopo un viaggio fatto in Mongolia, è, dal primo fino all’ultimo
secondo l’intimo e travolgente connubio tra testi e musica ed è esempio di come tra le
innumerevole falsità di cui sono riempite le nostre vite ci sia anche quella secondo la quale
l’italiano non sia lingua adatta alla musica.
Una mostra nasce di solito da scelte curatoriali ben precise, il tema, gli artisti, le affinità e i
contrari dei diversi linguaggi, sono tutti elaborati e scelti dal curatore per passaggi ben
precisi e codificati: di solito facili e leggeri, a volte sofferti, spesso strumentali e al servizio,
uso e consumo, di strategie utili a costruire relazioni e complicità al servizio della propria
carriera professionale.
BRACE nulla ha di tutto questo e nasce più semplicemente per il bisogno e la necessità di
dare voce ad una serie di scelte artistiche, le mie, che vivono in simbiosi con le scelte di
vita.

La estrema curiosità che mi porta spesso in territori poco o per nulla frequentati; le
continue conoscenze e scoperte; gli affetti speciali costruiti con artisti che prima di essere
tali sono vissuti dal sottoscritto come persone care e preziose; ognuno, con i suoi modi e i
suoi tempi, da accarezzare, proteggere e accompagnare nel modo giusto nel rapporto con
le difficili e complicate regole fissate in un mondo quello dell’arte, che è complicato come e
più di quello abitato dagli umani.
Allora ecco un insieme di opere raccolte al volo dentro le case degli artisti e in alcune
piccole collezioni personali di alcuni operatori culturali costruite in anni di attività che
raccontano di incontri, conoscenze e scambi.
Sono state raccolte e portate in Toscana un anno fa e da tempo attendevano arrivasse il
loro momento.
Franco Profili
“appare la bellezza mai assillante né oziosa
languida quando è ora e forte e lieve e austera
l’aria serena e di sostanza sferzante”
CSI
Tabula Rasa Elettrificata
Testi Giovanni Lindo Ferretti
Gennaio/Marzo 1997

La scelta di allestire in pochi giorni la mostra
fotografica GRIGIO, viene da lontano…

Dai miei viaggi tra Umbria e Toscana,(Terni,
Siena, Livorno) condividendo con gli autori
delle fotografie, storie, scatti, parole.

È nata una grande amicizia con tutti loro, ed è
proprio nella semplicità di questi scatti scelti
di pancia, che mi ritrovo in mano una mostra
già fatta.

Sarà un caso?

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