L’UOMO CHE NON C’È, C’È

 
Esseri umani che vivono, lavorano, modificano e segnano terre e terre che rendono nel bene e nel male quello che è stato loro dato. 
Una terra, quella toscana che incute rispetto e chiama a sé la parte migliore di noi esseri umani. Quell’essere umano la cui presenza è decisamente esclusa in tutti i progetti realizzati da Laura in questo ultimo decennio, questo di “Sipari” e i successivi, “E di sostanza sferzante” del 2022  e “Materia Memoria” del 2023 
dedicati alle miniere e alle cattedrali del lavoro umano abbandonate e messe fuori vita dal mercato.
Mai semplici paesaggi da cartolina, mai una presenza diretta dell’uomo, non il facile colore ma il solo bianconero a raccontare assenze fatte di polvere, una coltre di polvere, ocra nelle terre senesi, grigia tremendamente grigia, quasi fosse borotalco impossible da raccogliere, in quello che resta degli stabilimenti di Papigno. Eppure nonostante questo, mai visto in vita mia un omaggio al lavoro umano, alla vita, alla passione, alla sofferenza – solitaria per chi lavora i campi, collettiva e condivisa per le migliaia di operai che hanno vissuto la propria vita a domare mostruosi macchinari di produzione – come quello che vive nelle storie di Laura.
Ecco lei – con pochi scatti e senza tante chiacchiere – riesce nel miracolo di far vivere la natura e il fare dell’uomo, a volte rispettoso, spesso, troppo spesso, traumatico, l’uno nell’altro.
 
Franco Profili